Benvenuto su Fuori dal Dataset

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Benvenuto su Fuori dal Dataset

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Benvenuto su Fuori dal Dataset
Benvenuto su Fuori dal Dataset

Ho passato quaranta minuti a capire perché il sito non si vedeva. La build passava. Il deploy diceva success, con la spunta verde e tutto. L’URL restituiva una pagina bianca. Nessun errore, nessun 404, niente: bianco. Era una riga di configurazione sbagliata. Una stringa. Ecco, questo blog nasce più o meno lì, in quei quaranta minuti in cui ho pensato almeno tre volte “ma chi me l’ha fatto fare”.

Non è il mio primo blog

Ho già scritto altrove, in altri periodi, con altri strumenti. Alcune di quelle cose sono ancora online, altre no, e non tutte mi dispiace che siano sparite.

La differenza stavolta è che ho voluto costruirmi il posto da zero, utilizzando Astro, un repository su GitHub, file markdown in una cartella.

Nessun pannello di amministrazione, nessun plugin che si aggiorna da solo e rompe qualcosa alle due di notte. Se si rompe, l’ho rotto io, e posso guardare il commit per capire quando.

C’è una parte di questa scelta che è pura pigrizia travestita da rigore: scrivere in markdown significa che non devo pensare all’impaginazione mentre scrivo. E c’è una parte che è controllo. Mi piace sapere cosa succede tra il testo che scrivo e la pagina che vedi.

Di cosa si parla qui

Informatica, Bitcoin, intelligenza artificiale, business intelligence. Messi in fila sembrano quattro argomenti pescati a caso da un feed di notizie tech ma rappresentano le mie passioni ed il mio lavoro.

La business intelligence è il mio lavoro: prendere righe e righe da un database e tirarci fuori un numero per aiutare un’azienda a prendere decisioni più consapevoli.

Bitcoin è un database che nessuno controlla e che funziona lo stesso, il che continua a sembrarmi una delle idee più strane e più belle degli ultimi vent’anni.

L’intelligenza artificiale è una macchina che indovina benissimo e ogni tanto malissimo, e distinguere i due casi è diventato improvvisamente un problema di tutti.

L’informatica è lo strato sotto, quello che nessuno guarda finché non restituisce una pagina bianca.

Quindi no, non ho intenzione di fare quattro sezioni separate. Probabilmente finirò a parlare di un problema di query SQL e uscirne con una considerazione sulla fiducia. Succede.

La parte che di solito nessuno scrive

Buona parte dell’impalcatura di questo sito l’ho costruita con un modello di AI aperto accanto. Non “scritto dall’AI”. La differenza per me è netta, e mi interessa dirla chiaramente al primo post invece che nascondermi dietro un disclaimer in fondo alla pagina.

Il funzionamento è questo: chiedo, ottengo una risposta, la provo. Spesso non funziona. A quel punto devo capire perché e quello è il momento in cui imparo qualcosa, non prima.

L’AI mi ha risparmiato ore di documentazione e di boilerplate.

Mi ha anche fatto perdere tempo con soluzioni sbagliate dette con una sicurezza notevole, il che è il difetto più interessante che stia provando: non sbaglia come sbaglia un principiante, sbaglia come sbaglia un collega convinto.

I testi restano miei.

Li faccio rileggere, mi faccio dire dove sto girando a vuoto, ogni tanto le do retta e ogni tanto no.

La manutenzione del sito invece è terreno suo quanto mio: script, controlli, le cose noiose che altrimenti non farei e basta.

Non credo che questa sia la configurazione definitiva.

Credo che tra sei mesi guarderò indietro a come lavoro adesso e mi sembrerà goffo. Va bene così, è anche parte di quello di cui voglio scrivere.

Come funziona

Pubblicherò quando ho qualcosa da dire, non a calendario.

Preferisco tre post l’anno che valgano la lettura a uno a settimana scritto per riempire.

Se trovi una pagina bianca, sappi che è quasi sicuramente la configurazione.

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